I problemi di Website speed hanno spinto il 70,4% ad abbandonare gli acquisti
I problemi di Website speed hanno indotto il 70,4% dei consumatori statunitensi intervistati ad abbandonare un acquisto, secondo una ricerca condotta da Propeller Insights per Kinsta. Il sondaggio nazionale ha coinvolto 1.008 consumatori e Kinsta ne ha pubblicato i risultati il 14 ottobre 2026, poco prima del Black Friday e del Cyber Monday. Poiché i dati provengono dalle risposte fornite dagli intervistati, rappresentano esperienze e intenzioni dichiarate anziché transazioni osservate direttamente.
I risultati si basano sul sondaggio di settembre di Kinsta, intitolato Are Websites Dead?, che ha esaminato il modo in cui le persone utilizzano l'artificial intelligence (AI), ossia software in grado di rispondere a domande e consigliare prodotti, durante gli acquisti. Gli intervistati hanno dichiarato di utilizzare l'AI per restringere la scelta e di visitare poi i siti web delle aziende per verificare le informazioni prima di acquistare. Ciò significa che il sito web continua a gestire una parte decisiva del percorso, anche quando un servizio di AI ha aiutato l'acquirente a scoprire il prodotto.
Un sito lento o inaffidabile può interrompere questa fase finale. Il 70,4% che ha dichiarato di aver abbandonato un acquisto perché un sito web era lento o presentava malfunzionamenti era già arrivato al punto di prendere in considerazione o tentare una transazione. Non è necessario che il problema sia un guasto completo. Kinsta ha indicato come esempi di ostacoli capaci di bloccare una vendita le immagini dei prodotti che impiegano diversi secondi a comparire, un carrello che non risponde dopo che l'acquirente ha selezionato un articolo e gli errori durante il pagamento. Molti acquirenti interessati dal problema non contatteranno l'azienda, quindi la loro esperienza potrebbe manifestarsi soltanto come un ordine mancante anziché come un reclamo.
Anche l'effetto sulla concorrenza è emerso chiaramente dalle risposte. Il 58,8% ha dichiarato di essere più propenso ad acquistare da un concorrente quando un sito web sembrava lento o difficile da usare. Questa scelta può risultare particolarmente semplice dopo che un servizio di AI o un risultato di ricerca ha già presentato diversi possibili venditori. Un visitatore può spostarsi altrove con un'altra ricerca, un altro prompt o utilizzando il pulsante Indietro del browser.
Le prestazioni del sito web hanno influenzato anche la percezione più generale dell'azienda. Il 61,1% ha associato la qualità del sito web alla qualità dei prodotti o dei servizi di un'azienda. In pratica, gli intervistati non consideravano un checkout lento o un filtro dei prodotti non funzionante come un problema tecnico isolato. Utilizzavano invece quell'esperienza come elemento per giudicare l'azienda stessa. Per le agenzie, questo risultato conferisce al lavoro sulle prestazioni un contesto commerciale: circa sei intervistati su dieci hanno collegato le condizioni del sito web a ciò che l'azienda vende.
I periodi di picco degli acquisti rappresentano un'ulteriore prova di affidabilità. Il sondaggio ha rilevato che il 49,7% dei consumatori aveva riscontrato un rallentamento o un outage, cioè un periodo durante il quale un sito web diventa non disponibile, nel corso di un importante evento commerciale. L'effetto a lungo termine può andare oltre l'ordine interrotto. Il 31,7% ha dichiarato che non sarebbe tornato su un sito che aveva subito un crash durante la visita, indicando che un guasto nel corso di una grande promozione può influire sulle visite future oltre che sulla transazione già in corso.
Il traffico automatizzato può aumentare ulteriormente il carico durante questi periodi di intensa attività. Kinsta ha citato un rapporto separato sull'infrastruttura, For AI traffic, the average website doesn't exist, secondo il quale l'84,1% delle richieste degli AI crawler raggiungeva dynamic pages, ossia pagine assemblate nel momento in cui vengono richieste, che una cache non poteva servire. Una cache è una copia archiviata e pronta per essere fornita dei contenuti di un sito web, che riduce il lavoro necessario per rispondere a una richiesta. La percentuale equivalente per i visitatori umani era del 18,6%. Un AI crawler è un programma automatizzato che visita le pagine web per raccogliere informazioni. Secondo l'interpretazione di Kinsta, crawler e acquirenti possono quindi competere per le stesse server resources quando il traffico è già elevato.
Per i proprietari dei siti, i risultati confermano l'utilità di verificare l'intero percorso di acquisto anziché controllare soltanto se si apre la home page. Le immagini dei prodotti, i filtri, l'azione di aggiunta al carrello e il pagamento dovrebbero essere controllati prima di una campagna importante, mentre outage e rallentamenti dovrebbero essere monitorati durante l'evento. Le aziende dovrebbero inoltre chiedere a chi gestisce il loro hosting di verificare se il traffico dei crawler automatizzati stia raggiungendo dynamic pages che richiedono molte risorse. Per gli operatori WordPress che non desiderano gestire autonomamente l'hosting layer, AEU Hosting offre un hosting WordPress gestito e protetto end to end.
Il sondaggio non prende in esame ogni acquirente o ogni sito web, ma i risultati mostrano che gli intervistati considerano spesso le prestazioni del sito come parte dell'esperienza legata al prodotto. L'AI può aiutare le persone a creare una rosa di opzioni, ma il sito web del venditore deve comunque presentare i dettagli, mantenere il carrello reattivo e completare il pagamento senza interruzioni. Quando non riesce a farlo in questa fase, le conseguenze dichiarate includono acquisti abbandonati, il passaggio alla concorrenza e una minore propensione a tornare.